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Giochi popolari italiani

Giochi popolari italiani

Base di un tavolo. Un tavolo e due sedie. Un tempo ogni occasione andava bene per misurare la propria forza fisica con quella degli altri. Un tavolo, due sedie, due mani ben strette, avambracci resistenti ed un po' di muscoli erano gli ingredienti per stabilire chi era il più forte. Il braccio di ferro consiste appunto nel riuscire a piegare la resistenza dell'avversario spingendo il suo avambraccio fino a toccare la base di appoggio. Palla avvelenata Gioco basato sull'abilità Partecipanti: Tre bambini per volta. Una palla. I tre bambini si dispongono su una stessa linea immaginaria a distanza di sei o sette metri l'uno dall'altro.

I due concorrenti situati agli estremi si scambieranno la palla cercando di colpire il bambino situato nel mezzo. In caso di successo il colpitore si scambierà il posto con il colpito, altrimenti si continuerà nello stesso ordine. Gioco del del fazzoletto Perfettamente identico al precedente, con l'unica eccezione del foulard al posto della scopa. Foulard che dovrà essere adagiato sulla spalla dei vari ballerini.

Palla prigioniera Gioco basato sull'agilità Partecipanti: Due squadre con eguale numero di partecipanti. Spazio aperto delimitato da due linee parallele equidistanti tra di loro cinque metri circa. Le due squadre si dispongono al di là delle due linee. Un concorrente, di uno dei due gruppi a sorte , deve lanciare la palla oltre la linea avversaria, badando che non diventi preda degli avversari, pena la perdita della propria libertà.

Infatti chi viene catturato dovrà abbandonare la propria squadra diventando prigioniero in campo avverso. Si riacquisterà la libertà solo dopo essere riusciti a riconquistare la palla lanciata da un compagno. I lanci naturalmente si alterneranno e sarà proclamata vincitrice la squadra che sarà riuscita a catturare tutti gli avversari. Acchiapparella Gioco di velocità Partecipanti: Numero illimitato. Campo aperto. I primi danno la caccia ai secondi cercando di toccarli e renderli prigionieri, nel punto stesso del contatto. Qualcuno dei carcerieri si prenderà l'onere di sorvegliarli cercando di impedire ai compagni di liberarli mediante un altro contatto. Il gioco avrà termine quando tutti gli avversari saranno stati catturati, o per abbandono di una delle squadre.

Scarrica varrile Scarica barile Gioco di abilità e resistenza fisica Partecipanti: A volte, anzi, al cordino era attaccata una rete. Il pallone doveva sempre passare sopra le rete, senza toccarla né passare sotto, altrimenti si realizzava un fallo. In un ambito tipico più della sagra paesana che del gioco propriamente detto, poteva capitare che, in serate d'onore o di festa, si collocasse sulla rete un tamburo di leggera carta colorata contente alcuni colombi. Il giocatore che sfondava il tamburo, liberando il volo dei colombi, vinceva un premio suppletivo.

Altre volte veniva collocata sul campo una botte scoperchiata nella quale si nascondeva un giocatore che poteva, al passare di qualche pallone, intercettarlo con il bracciale. Una variante poco usata era la palla a muro che veniva giocata su un terreno largo 8 m, da un lato limitato da un muro alto 1,5 m. Le squadre potevano essere formate da un numero variabile di giocatori, da due a dodici divisi in battitori e ribattitori.

Il lancio e il rilancio dovevano obbligatoriamente avvenire facendo rimbalzare la palla sul muro, ma sempre al di sopra della linea disegnata. Il costume dei giocatori. Sempre Franceschi informa: Intorno alla giacca vi è chi mette per guarnizione una gala, un ricamo, od una trina, sempre in bianco; ma le più semplici rimangono le più graziose. Non vi sono tasche, e i giocatori tengono nella mano sinistra il fazzoletto per asciugarsi il sudore e… per strapparlo coi denti ad ogni colpo sbagliato.

Fino al secolo scorso tra la giacca e i calzoni portavano un corto gonnellino di colore azzurro o rosso, che fu poi sostituito da una ciarpa o fusciacca alla sua volta sostituita da una pezzuola di stoffa rettangolare, che molti ambiscono di portar ricamata e con frangia dorata. Nel secolo scorso i giocatori bravi, specialmente nel giorno della loro beneficiata, portavano pendenti dalla cinta ricche ciarpe di seta che venivano loro offerte da ammiratori e … da ammiratrici insieme a medaglie d'oro le quale dovevano essere guadagnate in partite difficili. Il solo mandarino, fu traditore, mise i calzoni lunghi ed ora per castigo glieli hanno lasciati onde denotar subito che ei non è destinato ad un esercizio sportivo … ma soltanto a pigliarsi qualche pallonata nel petto o nelle spalle dai battitori inesperti o indispettiti".

Le beneficiate e il totalizzatore. Era una usanza nata nel Settecento nei teatri, quando artisti e artiste di grido facevano qualcosa di analogo per dare un senso pratico alla loro arte, anche se in quei casi la questua prendeva il nome di 'serata d'onore'. Si scommetteva non sulla squadra, ma sui singoli giocatori, indipendentemente dai colori. Le quote erano stabilite in base alle puntate e venivano pagate, come alle corse dei cavalli, una prima e una seconda categoria di vincite. Si trattava di un sistema molto articolato, dov'erano posti in gioco sia le prestazioni dei giocatori sia i loro errori, e che non poteva ritenersi del tutto esente dal rischio di qualche aggiustamento.

I grandi giocatori. Ogni città aveva i suoi campioni, giovani e meno giovani non capitava di rado che i maggiori per fama e per rispetto superassero i 50 anni. Se ne ricordano a fatica i nomi, molto di più i soprannomi con i quali il popolo li osannava. Un gioco proletario, è stato detto, per l'origine umile dei suoi protagonisti. Non proprio vero, poiché lo praticavano anche i nobili, non vergognandosi per qualche scommessa perduta. C'era anche chi, come il marchese Piero Antinori, coltivava "con tanta passione il più bello dei nostri giochi nazionali", da farsi costruire uno sferisterio nella sua villa, nei pressi di Firenze.

Ma i veri protagonisti restavano i proletari anche perché la violenza dei colpi e il peso del pallone, accresciuto dall'abbrivio, richiedevano grande prontezza, possanza, coraggio per i rischi di frattura, che non sempre erano prerogative dei giovani più nobili. Nella Roma papalina furoreggiava un certo 'Tuzzoloncino' soprannome derivato, con tutta probabilità, dal verbo romanesco 'tuzzare' per alludere alla violenza dei suoi colpi , idolo delle folle del quale nessuno ha tramandato il vero nome: Sul muro dello sferisterio bolognese erano infisse alcune lapidi per ricordare l'altezza alla quale erano stati ripresi i palloni.

In una si leggeva: Di questo Ziotti, 'artista dell'anima', si ricordavano le innovazioni tecniche e le invenzioni stilistiche il suo colpo famoso era riprendere con il braccio piegato e il bracciale all'altezza della vita, dietro la schiena, i palloni che venivano attaccati al muro. Va poi ricordato Bruno Bianchini di Prato, figlio e padre di giocatore. Pallone elastico Deriva dal gioco del pallone a bracciale e simili sono le misure del campo 96x20 m. I giocatori sono quattro per ciascun partito: La palla è in gomma, di circa 10 cm di diametro. La si colpisce con la mano nuda, appena protetta da pelle, o garza o tela.

L'assegnazione dei punti, sempre disposta su base quindici, avviene dopo quattro giochi 15, 30, 40, gioco. La partita si conclude dopo che una delle due quadriglie ha raggiunto il numero di giochi fissato all'avvio, di norma undici. Per quanto riguarda le modalità di svolgimento, all'inizio il battitore prende posto nello spazio a lui riservato e lancia la palla verso la metà campo avversa. La respinta deve avvenire al volo o, al più, dopo che la palla abbia effettuato il primo rimbalzo. In caso avverso si segna una 'caccia', ossia un punto individuato dall'arbitro e tracciato sul terreno, che avrà valore di punto se la caccia seguente cadrà oltre quel segno.

Il trattato di Franceschi, già ricordato a proposito del pallone a bracciale, riporta le norme antiche sulle 'cacce', che costituivano un antico e complicato metodo di conteggio dei punti, adottato quando non c'era ancora il muro, avvertendo che il sistema venne abbandonato dovunque meno che in Veneto e Piemonte perché "guastava più che accrescere l'interessamento da parte dei giocatori". Va anche ricordato che, con il sistema delle 'cacce', era preferibile il gioco a otto due quadriglie opposte. Il tamburello Pochi giochi possono vantare di aver attraversato, pressoché indenni nei contenuti, cinque o sei secoli.

Nel Cinquecento, nel trattato dello Scaino, vi si faceva riferimento come gioco della 'palla da scanno'. La sua fortuna, rispetto al gioco del pallone, era dovuta alla maggiore facilità di reperire uno spiazzo o un prato adatti, all'inutilità del muro d'appoggio, e al non presentare alcuno dei rischi del pallone. Non per questo erano meno spettacolari e soddisfacenti i rimandi e le volate che la palla leggera e la pelle ben tesa di un buon tamburello potevano creare. I primi tamburelli moderni avevano il piano in cuoio di cavallo giovane, appositamente conciato e ben teso sui bordi del cerchio: Alla fine dell'Ottocento Francesco Gabrielli sulle 'risposte' del tamburello osservava: Quando vedete un tamburello con una sola macchia scura nel centro, della grandezza di una palla e tutto bianco all'intorno, dite pure che chi lo ha adoperato sapeva il fatto suo".

La palla anticamente era realizzata in cimosa, con l'anima in piombo e ricoperta all'esterno di pelle o di uno spago intrecciato a rete. Con l'estendersi dell'uso del caucciù, già a metà dell'Ottocento, se ne costruivano in gomma piena o mezza piena, con una leggera anima di spugna e l'involucro di non più di 2 cm. Il peso era contenuto tra gli 80 e i g. La diffusione delle palle in caucciù in principio fu rallentata dall'altezza e dall'imprevedibilità dei rimbalzi, ma alla lunga finirono per soppiantare del tutto quelle antiche.

Ai giorni nostri, abbandonata definitivamente ogni risorsa animale, il tamburello è un attrezzo tutto in plastica molto resistente, rotondo, di 28 cm di diametro, per il gioco e la battuta, ovale 'tamburella' solo per la battuta. La palla è di gomma semipiena: Il campo di gioco all'aperto, per le categorie superiori, ha dimensioni di 80x20 m, ed è diviso in due parti uguali da una linea mediana tracciata parallelamente ai lati corti.

All'interno di ciascuna metà campo è ricavata un'area di battuta, delimitata dalla linea di fondo e da una linea parallela a questa, posta alla distanza di 5 m. Il campo indoor misura x m; la battuta avviene dall'esterno del campo. Le squadre sono composte da cinque giocatori battitore-spalla, rimettitore, centrocampista o mezzovolo, terzino destro e sinistro , che nel corso della partita possono avvicendarsi nei ruoli. Se il primo tentativo non è valido, il battitore ne ha a disposizione un secondo. La partita si svolge in unico set, sulla distanza di 13 giochi. In ogni gioco i punti sono conteggiati secondo la cadenza di 15, 30, 40 e 50, che assegna il gioco.

L'insieme di tre giochi costituisce il 'trampolino' dopo la cui disputa le squadre cambiano campo. Il gioco del tamburello è diffuso in tutta Italia, prevalentemente in piccoli centri che alle partite si animano come in un giorno di festa. Gabrielli notava che questi incontri "danno luogo a sfide che quasi ricordano le guerre dei comuni". Altri giochi italiani Gioco del palloncino Oggi quasi caduto in disuso, ma alla fine dell'Ottocento ancora ben diffuso nell'Italia centrale Toscana e in Piemonte, costituiva una variante della palla a bracciale.

La palla, di dimensioni a metà fra il pallone elastico e la palla del tamburello, era formata dalla semplice vescica oggi diremmo camera d'aria senza copertura in cuoio. A volte, e senza troppe angosce, in caso di scoppio o altri guasti, si faceva ricorso a una palla formata da stracci compressi e ricoperta in pelle. Si rinunciava all'elasticità guadagnando in praticità.

Anche il bracciale era più piccolo e meno pesante. Privo di spuntoni nella parte superiore, quasi rettangolare, era in legno, aveva la testa sagomata a ferro di cavallo con le punte sporgenti e si impugnava infilandovi la mano, tenendola ferma a un supporto impugnato tra pollice e indice: Il suo nome popolare era 'caciottino'. Il gioco era praticato su terreni ridotti, più che altro da neofiti e come allenamento al pallone. Le partite si aggiudicavano con il sistema dei 4 quindici. Palla a corda Progenitore del tennis, il gioco della palla a corda è, a detta dello Scaino, di nobilissima origine italiana: Già codificato nell'Italia settentrionale tra Quattrocento e Cinquecento e praticato dalla nobiltà più che dal popolo, discendeva dalla palla trigonale dei latini, di cui s'è già detto, anche se poi i francesi lo battezzarono jeu de paume.

A confermare la sua origine italiana, comunque, resta il sistema di conteggio dei punti che è sempre il quindici, trenta, quaranta e gioco. All'aperto o in una stanza abbastanza grande vuota. Appena la "mosca" tocca un giocatore, questo prende il suo posto. In alcune varianti la "mosca" deve riconoscere il giocatore catturato senza togliersi la benda perché possa prendere il suo posto. I giocatori devono essere almeno cinque. Lo scopo del gioco è scambiarsi di posto occupando il cantone libero senza farsi rubare il posto dal giocatore che sta al centro. Se i giocatori sono più di cinque, esiste una variante del gioco in cui il campo avrà più cantoni e anche i giocatori al centro potranno essere due o più.

Fisicamente sviluppa rapidità, prontezza e visione del gioco. Un gioco che insegna il piacere di giocare, senza un premio come scopo finale: Per delimitare la casa delle due squadre, si traccia una linea retta al centro del campo da gioco e altre due linee parallele alla stessa distanza dalla linea centrale. Come si gioca: Il numero dei giocatori è libero purché siano uguali nelle due squadre. Il porta-bandiera sta in piedi, a lato della linea centrale tenendo con la mano un fazzoletto o un pezzo di stoffa bandiera , con il braccio ben disteso in avanti. A questo punto il porta-bandiera inizia a chiamare un numero a sua scelta. La squadra del giocatore che ruba la bandiera guadagna il punto.

Naturalmente non valgono contatti volontari violenti o in parti sensibili testa, stomaco, ecc. Regola fondamentale è che i giocatori non devono farsi male, è un gioco di abilità, velocità, destrezza, tattica. Ogni volta che viene assegnato un punto, la bandiera torna al porta-bandiera, che chiamerà un altro numero. Una volta che tutti i giocatori saranno stati chiamati, vengono contati i punti: Solitamente anche la squadra che perde ha un suo punteggio, a significare che se il gioco è leale, nessuno rimarrà mai senza nutrimento e anche la sconfitta sarà meno dolorosa ed il dispiacere più sopportabile.

Le prime testimonianze delle biglie come noi le conosciamo, costruite come gioco, per giocare, risalgono intorno al La biglia o bilia, è una qualunque pallina delle dimensioni tra 1 e 2 centimetri. Il materiale più usato per le biglie era ed è ancora il vetro, generalmente colorato in varie tonalità, sia per bellezza che perché ogni giocatore o ogni squadra possa riconoscerle più facilmente. In passato venivano usate biglie anche di altri materiali, di quelli più facilmente reperibili o di riciclo, ad esempio le biglie di acciaio erano ricavate da grossi vecchi cuscinetti a sfera, di osso o di corno, regalate ai bambini come portafortuna poiché considerate di buon auspicio.

Ed infine di coccio, grezza o colorata, facili da fare anche per i bambini prima di utilizzarle per giocare.

I giochi tradizionali nelle regioni italiane - Regole del gioco

Giochi tradizionali Con il termine "giochi popolari tradizionali" intendiamo tutti quei passatempi che negli anni e nei secoli scorsi si praticavano durante le sagre. I giochi tradizionali sono uno strumento straordinario nello sviluppare ci capacità fisiche e psicologiche dei bambini: velocità, riflessi, precisione. In questi anni abbiamo avuto modo di conoscere e studiare diverse tipologie di giochi delle varie culture tradizionali sia italiane che internazionali. Spesso il. E l'aquilone, diventimento popolare anche tra gli adulti, I giochi presentati nel volume sono tutti italiani e molti di gruppo, non certo meno. I giochi con la palla Le fonti classiche che documentano giochi con la palla sono si praticava il 'gioco del pallone', progenitore di quegli antichi giochi italiani, decenni, divenendo nel corso del 20° sec. lo sport più popolare nel mondo. Questa è una lista di giochi tradizionali e antichi che facevano i bambini in strada . In molti giochi è prevista una conta iniziale, e una sorta di linguaggio. Per testimoniare la ricchezza della tradizione ludica in Italia, kitty-club.fairytaleformal.com ha realizzato un'infografica che individua i giochi tipici di ciascuna regione e li.

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